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TUTTO DI NOI
ASD HOCKEY CLUB FORTE DEI MARMI
Dal 1995 la nuova Società rossoblù
L'Associazione Sportiva Hockey Club Forte dei Marmi, in quella che è la versione attuale, nasce praticamente nel 1995, quando un gruppo di appassionati riprendono in mano una società che segnata da diverse vicissitudini era ormai sull'orlo della sparizione, e dopo essere retrocessa dalla serie A1 era scesa in A2, quindi in B e quindi è stata cancellata.
Dal 1995 ad oggi la situazione è nettamente cambiata e la squadra, con una serie di importanti affermazioni è riuscita a tornare nella massima serie dell'hockey italiano divenendone una delle protagoniste, ed anche in questa stagione, seppur ridimensionata, è una delle più importanti formazioni.
L'Associazione Sportiva Hockey Club Forte dei Marmi si è costituita nel 1995
e nel corso di questi anni ha cambiato la sua fisionomia, ridimensionando il numero dei soci ma ampliando le sue aspettative.
L'attuale Presidente è il Sig. Piero Tosi, mentre Saverio Maines veste il doppio ruolo di Vice Presidente e Segretario.
A Valter Luisi è stato rinnovato il compito di General Manager.

IL NOSTRO SPORT
L'hockey su pista, o a rotelle, per agonismo e spettacolo non ha niente da invidiare al ben più conosciuto hockey su ghiaccio di cui forse è lontano parente, ma dal quale ha saputo distinguersi valorizzando maggiormente l'aspetto tecnico del gioco che non il contatto fisico tra i giocatori in campo.
Si gioca in 5 contro 5, compreso il portiere, con altrettanti giocatori a disposizione per i cambi che possono essere continuativi.
I giocatori hanno, tutti, protezioni leggere, solo il portiere è maggiormente salvaguardato, portano il casco ed usano un bastone, "la stecca", in legno o graphite, che ha caratteristica di essere un unico pezzo con l'estremità arrotondata, poi naturalmente i pattini a rotelle, sia quelli tradizionali che i moderni pattini in linea.
Si gioca su due tempi di 25 minuti effettivi, su piste in legno, marmo o mattonelle, cemento quarzato, della misura standard di metri 20 x 40, le porte, dette gabbie, sono in metallo di misura e forma caratteristica.
La conduzione è affidata ad un arbitro, due in campo internazionale, che non utilizza i pattini.

LA STORIA

1962 - La storia dell'hockey a Forte dei Marmi ha radici ben più lontane, risale infatti all'agosto del 1962, quando, sulla scia di quanto accadeva nella vicina Viareggio, Dino Balderi, proprietario del Pattinaggio Prato Verde, lanciò l'idea di dare vita ad una squadra che prese il nome di
PATTINATORI FORTE DEI MARMI.

Fu la nascita di una grande tradizione sportiva che segnerà la città versiliese fino ai giorni nostri.
Il primo a mettersi in moto per dare sostanza alla squadra fu Alfredo Cupisti, già esperto giocatore nelle fila di squadre di Viareggio, quindi Marco Bresciani e Walter Luisi, che con lui segneranno indelebilmente la storia di questa società, e tanti altri giovani appassionati, che per anni vestiranno gloriosamente la maglia gialloverde come i colori della città.

1965/1974 - In pochi anni la squadra raggiunge importanti traguardi ed amplia il parco giocatori scoprendo nuovi talenti, nel 1965 conquista la serie B e da qui tenta più volte il passaggio nel massimo campionato di serie A.
Nel frattempo, per l'esattezza nel 1973, la società si amplia anche dal punto dirigenziale dando vita alla fusione con un'altra realtà sportiva, l'ATLETICO FORTE DEI MARMI, di cui prenderà il nome e soprattutto i colori, quelli rossoblù che ancora oggi la contraddistinguono.

1975/1981 - Nel 1975, dopo un grande ma sofferto campionato, il Forte conquista la sua prima promozione in serie A, la stagione è un testa a testa con il C.G.C. Viareggio, con i bianconeri che cercano fino all'ultimo di contrastare la corsa dei rossoblù. A Forte dei Marmi è festa grande, soprattutto nelle strade della Caranna, il quartiere dove l'hockey è nato e si è sviluppato, dando a questa squadra grandi campioni. La formazione di questa stagione, sotto la guida dell'allenatore Verona è composta da Nardini, Checchi, Luisi, Baldini, Consigli, Bertelloni, Barsi, Stagi, Benedetti, Corfini, Bresciani e dal viareggino Martinelli.
Il primo campionato di serie A1 sarà per il Forte dei Marmi solo una fugace passerella, l'emozione e l'inesperienza giocano non poco a sfavore della squadra e nonostante l'inserimento del portoghese Fernando Da Costa, la stagione termina con i rossoblù retrocessi ma con la ferma intenzione di riscattarsi.
Il campionato di serie B non è una passeggiata, questa volta è l'Audax Roma che tenta di contrastare la corsa verso la serie A, nonostante tutto i rossoblù dominano, cogliendo alla penultima giornata il punto decisivo proprio nel confronto diretto con i romani, una gara tiratissima, con gli ospiti due volte in vantaggio e il Forte che pareggia due volte, prima con Barsi, poi col capitano, Valter Luisi, autore del gol che vale la serie A.
Nel secondo campionato di serie A la Società non vuole rischiare un'altra delusione, lavora molto sul mercato e riesce a portare al Forte grandissimi campioni, Ricci in porta, Righi in difesa e in attacco il mitico Carlos Corja, nazionale argentino, un vero funambolo con i pattini e la pallina.
Sarà un campionato pieno di soddisfazioni ed un'unica amarezza, quella di non aver avuto continuità nelle prestazioni, cosa che avrebbe potuto regalare al Forte dei Marmi una stagione da vero protagonista.
Il Forte dei Marmi è ormai una squadra di rango e gioca sempre per vincere, la serie A ormai è una cosa normale.

Nel 1982, all'inizio del girone di ritorno, la squadra lascia il mitico Prato Verde per esordire nel nuovissimo palasport di Vittoria Apuana, dove ancora oggi, in un impianto completamente ristrutturato, gioca le sue partite.

1984/1985 - Intanto il pubblico cresce e di pari passo la squadra diventa sempre più competitiva, dà l'addio a vecchi campioni e ne scopre di nuovi, come Cupisti, Crudeli e Cinquini o come gli argentini Moreta e Jaime, una coppia d'attacco incredibile, con questi uomini, sotto la guida di Luisi, il Forte dei Marmi si appresta a vivere, nell'84/85, la stagione più scintillante.
E' ancora un testa a testa, questa volta con il pluriscudettato Novara e alla fine la classifica sarà alla pari, con 39 punti in 26 partite, frutto di 18 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. Non c'è però il titolo italiano, infatti da un paio di anni questo si assegna dopo i play off, qui il Forte riesce a superare il primo turno, battendo il Lodi, ma poi i rossoblù crollano in semifinale lasciando al Bassano la possibilità di giocarsi la finale con il Novara.
Al Forte dei Marmi resta il terzo posto assoluto e l'ingresso in Europa con la disputa della Coppa della CERS.

1986/1990 - La stagione successiva vede un ridimensionamento della rosa giocatori con la partenza di alcuni pezzi importanti come Crudeli e Jaime, nonostante tutto per i rossoblù c'è ancora l'ingresso nei play off scudetto e il passaggio di due turni in Coppa Cers, da dove però usciranno in semifinale dopo uno scontro fratricida con un'altra italiana, il Bassano.
Purtroppo i grandi sforzi finanziari degli ultimi anni hanno minato la solidità economica della Società Fortemarmina e di pari passo scende anche il potenziale sportivo, nella stagione 87/88 il Presidente Niccolai cede la mano ad una nuova cordata, la squadra mantiene i colori rossoblù ma cambia il suo nome diventando HOCKEY CLUB FORTE DEI MARMI VERSILIA, non evita però una stagione disastrosa e la retrocessione nella categoria inferiore che negli anni si è trasformata diventando serie A2.
Intanto Alessandro Cupisti e Roberto Crudeli, conquistano con la Nazionale azzurra il titolo di Campioni del Mondo.
Il purgatorio dura pochissimo, la nuova Società riesce a portare nuova linfa, arrivano sponsor e giocatori, la squadra si avvale di tecnici di alto livello, come Battistella, e domina il proprio girone di serie A2 cogliendo un'immediata promozione, la terza della sua storia, in serie A1. Ma non finisce qui, il Forte dei Marmi è anche la prima formazione che proveniente dalla serie A2 ed ammessa ai preliminari dei play off scudetto, riesce ad eliminare una formazione della A1, il Trissino, che viene travolto in entrambe le gare. I rossoblù si fermano però al secondo turno ad opera del Monza.
Il ritorno nel massimo campionato sembra far rifiorire l'interesse per questo sport, arrivano anche i grandi sponsor, ma tutto si rivela effimero e dopo un paio di stagioni a buon livello dove il Forte centra sempre l'ingresso nei play off, tutto ritorna nell'oblio, unica nota positiva la scoperta di un nuovo grande giocatore, figlio d'arte, Pierluigi Bresciani.

1991/1994 - Nell'estate del 1991 inizia un nuovo lento declino per il Forte dei Marmi, gli sponsor e i dirigenti abbandonano la Società che rischia così di scomparire, al suo salvataggio arriva un gruppo d'appassionati, che riesce ad evitare la cancellazione della squadra dalla serie A1 ma che poi alla fine dovrà comunque arrendersi al verdetto sportivo, il Forte dei Marmi, privo dei suoi uomini migliori, ceduti per risanare almeno in parte il bilancio, zeppo di giovanissimi atleti, non può competere con le avversarie e chiude la stagione con soli due punti e l'ultimo posto in classifica.
L'agonia della Società è continua, nonostante gli sforzi, mancano i mezzi per tirare avanti anche perché l'indifferenza verso i rossoblù è via via maggiore, e dopo un paio di stagioni in serie A2 arriva anche la retrocessione in serie B.
E' davvero un brutto momento, dopo aver portato a termine regolarmente il campionato di serie B del 1994/95, la Federazione informa che c'è stata una irregolarità nell'iscrizione del Forte e che per questo la Società rossoblù sarà cancellata, perdendo non solo il campionato, ma quello che è peggio, il titolo sportivo, in altre parole tutta la sua storia.
Da qui nasce una contesa con la Federazione, probabilmente più colpevole dell'errore nell'iscrizione che non il Forte, che non intende fare marcia indietro. Si arriva però ad un compromesso, al Forte è consentito di mantenere il proprio nome, i colori e anche la posizione nel campionato di serie B, ma la Società dovrà essere ex novo.

1995/1998 - Nell'estate del 1995 nasce così l'attuale Hockey Club Forte dei Marmi, arrivano nuovi soci a sostenere l'attività e con loro ritorna la serenità economica che consente di investire su tecnici e giocatori.
Alla fine del campionato di serie B, Lega e Federazione decidono di allargare da 12 a 20 squadre la serie A2, basterebbe arrivare nelle prime otto per promuovere ma al Forte dei Marmi non basta e chiuderà con il secondo posto in classifica, posizione che avrebbe comunque dato la serie A2 anche senza l'ampliamento dei gironi. La stagione è comunque ricca di soddisfazioni e prima di chiuderla il Forte dei Marmi conquista la Coppa delle Regioni, in pratica la Coppa Italia riservata alla serie B, non è un grande traguardo ma è comunque l'unico titolo nazionale conquistato nella sua storia.
Il ritorno in serie A2 stimola ancor più la voglia di riscatto del Forte che punta decisamente alla promozione, il primo passo è il ritorno in rossoblù di Alessandro Cupisti nelle vesti di allenatore, un ruolo nuovo per il pluricampione del mondo che regalerà alla squadra un ruolo da protagonista. Purtroppo, la stagione si chiuderà con una grande delusione, per un solo punto il Forte sarà secondo lasciando al Molfetta la gioia per la promozione in serie A1.
L'anno successivo, Cupisti, sulle ali di un'offerta economica incredibile torna a giocare lasciando vacante il suo posto di allenatore, il Direttore Sportivo Walter Luisi, con un colpo a sorpresa, riporta al Forte un altro grande ex, Mauro Cinquini, a sua disposizione mette tutta la rosa che già aveva brillato nel campionato precedente più un attaccante di grande forza, Gionata Vecoli, i rossoblù sembrano la squadra da battere, ma sulla loro strada, dopo un cambiamento nella composizione del girone, arriva il Modena e ancora una volta per la squadra fortemarmina è una beffa, con gli emiliani che sono davanti nella finalissima di Coppa di Lega e in Campionato.
Ma la promozione in A1 non sfuma, questa volta i posti sono tre, due diretti, per le prime classificate di ogni uno dei due gironi di A2, un terzo ai play off, tra le due seconde.
Il testa a testa è con il Gorizia dell'ex Tonino Lepore, un doppio confronto che si chiude con due secche vittorie a favore del Forte dei Marmi grazie alle quali i rossoblù possono festeggiare il ritorno nel massimo campionato di serie A1.

1998/1999 - La stagione di serie A1 vede solo una fugace apparizione dei rossoblù, che dopo un promettente avvio in Coppa Italia, naufragano in campionato chiudendo con l'ultimo posto e la retrocessione.
E' stato sicuramente uno dei campionati più sfortunati e la salvezza purtroppo, si è bruciata in una manciata di punti, persi spesso per sfortuna o inesperienza, con sconfitte in gare totalmente dominate e poi perse negli ultimi istanti.
Ma la serie A1 del Forte dei Marmi ha segnato anche aspetti positivi, ha mostrato che la scuola hockeystica versiliese da ancora i suoi frutti e ha visto il ritorno in rossoblù di un giocatore straniero ela crescita di tutti gli atleti che hanno composto la squadra allenata da Mauro Cinquini.

1999/2000 - La corsa per ritornare in serie A1 è difficile, ma il Forte, dopo aver mancato la vittoria nella finalissima di coppa di lega, non commette gli stessi errori nel campionato conquistando e mantenendo la vetta dalla prima all'ultima giornata.
Senza stranieri e giocatori di peso come Biagiotti e Vecoli, i rossoblù puntano tutto sull'armonia di squadra risultando imbattibili sia in attacco che in difesa. Alla fine i punti di vantaggio sulla seconda saranno ben 9, con Daniele Santucci capocannoniere e Federico Stagi miglior portiere della serie A2.

2000/2001 - Con pochi ritocchi all'organico ed un grande sponsor, il Forte si presenta al via della massima serie, ma la novità più importante è il ritorno di Roberto Crudeli, due volte campione del mondo, pluriscudettato, che subito diventa il leader della squadra. Il suo apporto però non basta e per evitare l'ennesima retrocessione è necessario dare una scossa alla squadra, il primo a farne le spese è il tecnico Mauro Cinquini che lascia il posto a Walter Luisi. Col nuovo allenatore il Forte porta in Italia anche l'attaccante argentino Mauricio Videla e subito si vedono i risultati, con la squadra che cresce in ogni reparto e la classifica che giorno dopo giorno cambia aspetto positivamente.
A tre giornate dalla fine la squadra è salva, ma l'obiettivo è divenuto più ambizioso e la conquista di un posto in Europa non è un miraggio, col calendario che regala all'ultima giornata una sorta di spareggio con il Trissino.
Sarà una gara emozionante, col Forte che dal 4-1 a sfavore chiude la gara sul 6-5, in un tripudio di pubblico.
Dopo 15 anni il Forte dei Marmi si conferma in serie A1 e torna a giocare in Coppa Cers.

2001/2003 - Per il Forte dei Marmi questi sono gli anni della svolta, una Società motivata, dei giovani che sono diventati una realtà, l'arrivo di stranieri di rango e un grande sponsor, la Birra Beck's, fanno si che la squadra compia un vero salto di qualità, arrivando addirittura a riassaporare la vetta della classifica.
In panchina ritorna Valter Luisi che, nella stagione 2001/2002 deve rinunciare a Crudeli, ma con Stagi in porta e Bonanni in difesa, entrambi convocati anche in Nazionale, la sorpresa dell'argentino Burgoa, la conferma dell'altro argentino Videla e di Santucci, il Forte è la grande sorpresa del campionato, chiuso al quarto posto e caratterizzato dal testa a testa col Novara nei play off.
Vinceranno i piemontesi, al loro ultimo scudetto, ma il Forte dimostra tutte le sue potenzialità.
Potenzialità che però non vengono bissate nell'anno successivo, con la squadra che perso Burgoa sembra anche aver perso lo smalto dell'anno prima.
Ne uscirà un campionato in chiaroscuro ma non certo negativo, anche se c'è l'amarezza di non aver centrato per la terza volta consecutiva le coppe europee.
Un obiettivo mancato che però stimola a fare meglio in futuro.

2003/2005 - un futuro che ha però due volti, torna Crudeli e con lui il Forte cerca di tornare grande, purtroppo non è così, il campionato sarà di grande livello, ma gli obiettivi primari non saranno centrati, ad inizio stagione non c'è più Videla, passato al Prato, ma arrivano altri argentini tra cui la nuova stella della classifica marcatori, Martin Montivero.
Ma proprio lui nella stagione successiva non sarà più in rossoblù, troppo allettanti, anche per la società, le proposte del Bassano, così come quelle del Prato per Crudeli, così il Forte cambia volto in maniera radicale, nel corso della stagione arrivano ben quattro nuovi giocatori argentini, tutti con un biglietto da visita molto accattivante ma che alla realtà del campionato italiano pagano pegno, così come pagherà pegno anche il Forte, che chiude la stagione inaspettatamente all'ultimo posto in classifica.

2005/2007 - la discesa in serie A2 è un duro colpo, ma la Società non si scoraggia e mette in piedi un piano ambizioso, che non prevede il ritorno immediato in A1 ma l'apertura ai giovani del vivaio, per farli crescere e diventare l'ossatura del futuro Forte dei Marmi.
Alla guida di questa nuova fase viene chiamato Alessandro Barsi mentre nella rosa della prima squadra entrano quasi tutti i giocatori della Juniores.
Nei due anni di serie A2 il Forte accumula esperienze e buon gioco, ma la nostalgia della serie maggiore è forte, così si decide di approntare una squadra per cogliere di nuovo la promozione, ma gli eventi superano le intenzioni ed il Forte è di nuovo in serie A1, ripescato a causa delle molte defezioni, un ripescaggio subito accolto dalla Società rossoblù che vuole tornare ad essere protagonista.

2007/...... - Il ritorno nella massima serie è un'occasione di rilancio che la Società rossoblù non può lasciarsi sfuggire, così si decide di investire su una rosa di giocatori in grado di garantire una facile salvezza e magari qualche traguardo in più, purtroppo, nonostante l'innesto di ben cinque importanti pedine, di cui ben quattro argentini, solo all'ultima giornata della stagione regolare del campionato viene ottenuta la salvezza, obiettivo minimo raggiunto che però non soddisfa le aspettative e quindi, per le stagioni successive la strategia sarà ben diversa...